Danni nel diabetico e nel fumatore

Nei diabetici la riduzione del flusso del sangue lungo le arterie malate,parzialmente o completamente ostruite, interessa prevalentemente il distretto femoro-popliteo e quello tibiale. Questo rischio di arteriopatia periferica, nei soggetti diabetici, aumenta con l’età, la durata della malattia, la presenza di dislipidemia, ipertensione arteriosa, l’abitudine al fumo e la coesistenza di neuropatia periferica, ma risente anche di fattori etnici e genetici. Quando la patologia è a uno stadio avanzato, la riduzione del flusso arterioso a valle della lesione causa in genere un dolore piuttosto vivo. I sintomi iniziali dell'arteriopatia sono spesso trascurabili (parestesie, torpore, sensibilità al freddo, stanchezza e affaticabilità degli arti) e solo successivamente compare il dolore quando si compie un determinato sforzo (come camminare a lungo o per brevi tratti ma in salita) a valle della zona patologicamente interessata. Al fumo vengono ricondotte malattie come il cancro dei polmoni, della faringe, delle labbra, del cavo orale, dell'esofago e del pancreas, malattie dell'apparato cardiovascolare, come le coronaropatie, l’ictus, le emorragie cerebrali e le vasculopatie periferiche, la bronchite cronica e l'enfisema. Un’altra malattia che presenta una relazione diretta di causa-effetto con il fumo è la pneumopatia cronica ostruttiva. Le coronaropatie, ed in particolare l’infarto del miocardio, sono dovute principalmente agli effetti della nicotina e del monossido di carbonio che favoriscono la formazione di aterosclerosi. Inoltre le vasculopatie periferiche, che colpiscono gli arti inferiori sono provocate dallo sviluppo di placche aterosclerotiche sulle pareti dei vasi sanguigni. I danni del fumo riguardano anche il feto nel corso della gravidanza.
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